KiloWattChiaro

Fotovoltaico a San Giuliano Terme: il dibattito tra mega-parchi e tutela del paesaggio

Tra Via del Brennero, Piana di Asciano e nuove proposte agrivoltaiche, il territorio di San Giuliano Terme discute come conciliare transizione energetica e tutela del paesaggio.

di Domenico Di Gangi

In questi mesi, il territorio di San Giuliano Terme è al centro di un dibattito complesso che tocca il futuro del paesaggio agricolo e pedemontano. La discussione, che anima cittadini e istituzioni, si concentra sulla proliferazione di progetti per grandi impianti fotovoltaici a terra.

Tra il progetto da circa 10 MWp lungo la Via del Brennero e la proposta agrivoltaica presentata nell'area di Asciano, la comunità è chiamata a confrontarsi con le ricadute concrete della transizione energetica sul proprio territorio.

Vista aerea di San Giuliano Terme, Asciano e dei Monti Pisani.

Vista aerea dell'area tra San Giuliano Terme, Asciano e i Monti Pisani.

L'immagine dall'alto rende visibile la continuità tra aree agricole, centri abitati e fascia pedemontana coinvolta nel dibattito locale.

Fonte: NASA / Johnson Space Center via Wikimedia Commons

I fatti e il quadro normativo

La controversia ha radici in un quadro normativo in forte evoluzione. Il Decreto Legislativo 199/2021, con le disposizioni sulle cosiddette "Aree idonee", punta ad accelerare le installazioni di impianti a fonti rinnovabili a livello nazionale. Nelle more della piena individuazione regionale delle aree idonee, l'articolo 20 considera tali anche alcune superfici agricole in prossimità di impianti, stabilimenti o zone produttive, restringendo in molti casi il margine di manovra dei Comuni.

Nel caso di San Giuliano Terme, il contenzioso sul progetto lungo il Brennero ha avuto diversi passaggi. Dopo il diniego comunale del 2024, il Tar Toscana aveva accolto il ricorso della società proponente nell'aprile 2025. Il Comune ha poi comunicato che il Consiglio di Stato aveva sospeso quella decisione e fissato l'udienza al 2 ottobre 2025. La vicenda giudiziaria d'appello, però, si è chiusa il 30 dicembre 2025, quando il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune. In altre parole: ad aprile 2026 non risulta pendente un'udienza l'8 maggio sul caso Brennero.

Parallelamente, nel giugno 2025 il Comune parlava di oltre 150 ettari complessivi interessati da proposte fotovoltaiche e agrivoltaiche tra Brennero, Asciano e via Dell'Alberaccio. La proposta più grande nell'area di Asciano veniva descritta come un impianto agrivoltaico di circa 116 ettari, in una zona che lambisce l'Acquedotto Mediceo e la piana pedemontana.

Per chi vuole farsi un'idea visiva dei luoghi interessati, le cronache locali del consigliere Matteo Cecchelli pubblicano fotografie scattate sul posto: una vista dei terreni agricoli lungo il Brennero destinati al fotovoltaico e un'immagine della piana fra San Giuliano Terme e Asciano oggetto delle proposte agrivoltaiche. Non riprendiamo qui quelle foto perché i perimetri esatti dei progetti non sono ancora pubblicamente consultabili nelle pratiche SUAP: una mappa dei lotti rischierebbe di essere imprecisa.

Da un lato, quindi, gli sviluppatori agiscono dentro un impianto normativo nazionale favorevole all'accelerazione delle rinnovabili; dall'altro, l'amministrazione comunale di San Giuliano Terme e comitati civici come la TAAM (Associazione per la Tutela della Piana di Asciano e dell'Acquedotto Mediceo) contestano l'impatto cumulativo di questi progetti su suolo agricolo, paesaggio e attività locali.

La posizione di KiloWattChiaro: rinnovabili necessarie, ma con priorità ai tetti

Come osservatori delle dinamiche energetiche locali, riteniamo fondamentale analizzare questa situazione in modo oggettivo.

Noi di KiloWattChiaro sosteniamo fermamente la necessità di incrementare in modo deciso lo sviluppo delle energie rinnovabili. La transizione ecologica non può limitarsi a una dichiarazione di intenti: richiede impianti, investimenti e produzione reale di energia per abbattere le emissioni e l'uso di combustibili fossili.

Tuttavia, riteniamo che i mega-impianti industriali a terra non siano l'unica strada percorribile. Siamo convinti che esistano alternative valide in grado di conciliare la produzione di energia pulita con la tutela del territorio. In particolare, lo sviluppo del fotovoltaico distribuito sui tetti degli edifici residenziali, commerciali e industriali già esistenti rappresenta una risorsa strategica immensa e ancora largamente inespressa.

Integrare i pannelli solari nel tessuto urbano permette di generare l'energia esattamente dove serve, senza consumare nuovo suolo agricolo e mitigando l'impatto visivo e paesaggistico.

Tetti del centro di San Giuliano Terme visti dall'alto, con la copertura uniforme delle abitazioni e degli edifici pubblici.

Il centro di San Giuliano Terme: i tetti che già esistono sono il primo «campo fotovoltaico» disponibile, senza consumo di nuovo suolo.

Spostare il baricentro della produzione dai campi ai tetti significa partire da superfici come queste, distribuite nei centri abitati del comune.

Fonte: LigaDue, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il 2026: una finestra temporale da comprendere

Spostare il baricentro della produzione energetica dai campi ai tetti dei cittadini richiede, però, di considerare il contesto normativo e fiscale attuale. Il 2026 è un anno di profondi cambiamenti per chi sceglie di installare un impianto residenziale:

  • Detrazioni fiscali ridotte rispetto al 2025: dopo la Legge 30 dicembre 2024, n. 207, nel 2026 la detrazione per la ristrutturazione edilizia ordinaria non è più al 50%. Per gli interventi sull'abitazione principale sostenuti da proprietari o titolari di diritti reali la misura è al 36% nel 2026 e 2027; per gli altri immobili la misura ordinaria scende al 30%.
  • Scambio sul Posto in uscita: ARERA ha confermato il 26 settembre 2025 come termine per presentare nuove istanze di accesso allo Scambio sul Posto. Per i nuovi impianti, quindi, il baricentro economico si sposta di più verso l'autoconsumo e la gestione intelligente dei consumi. Le batterie possono aiutare in alcuni profili di consumo, ma non sono automaticamente convenienti in ogni caso.
  • Le Comunità Energetiche (CER): il meccanismo CER prevede una tariffa incentivante riconosciuta dal GSE sull'energia condivisa per vent'anni. Sul territorio pisano, iniziative locali come la CERS Valdiserchio, promossa dal DES Altro Tirreno e citata anche da Legambiente Pisa, stanno diventando operative e includono anche configurazioni che riguardano San Giuliano Terme.

Prossimamente: quanto potenziale c'è sui nostri tetti?

Sostenere che i tetti possano sostituire i parchi a terra è un'affermazione che richiede il supporto dei dati. Nel prossimo approfondimento, il team di KiloWattChiaro presenterà un calcolo tecnico specifico per il territorio di San Giuliano Terme.

Valuteremo, numeri alla mano, quale percentuale dei tetti residenziali dovrebbe essere effettivamente interessata da installazioni fotovoltaiche per sopperire interamente alla mancata realizzazione del maxi impianto da 10 MWp. Un'analisi oggettiva per capire quanto l'alternativa distribuita sia non solo desiderabile, ma concretamente realizzabile.

Fonti verificate

Continua da qui