KiloWattChiaro

Agrivoltaico nella piana di Asciano: cosa prevede il progetto da 116 ettari a San Giuliano Terme

Un impianto agrivoltaico da 116 ettari e quasi 60 MW è in valutazione d'impatto ambientale nella piana di Asciano, vicino all'Acquedotto Mediceo. Cosa prevede il progetto, a che punto è l'iter e perché divide il territorio.

di Domenico Di Gangi

Dopo il via libera del Consiglio di Stato alla centrale fotovoltaica da circa 10 MWp di via del Brennero, l'attenzione del territorio di San Giuliano Terme si sposta su un progetto molto più grande: un impianto agrivoltaico da 116 ettari nella piana di Asciano. È in corso la valutazione d'impatto ambientale. Vediamo, dati alla mano, cosa prevede il progetto e a che punto è l'iter.

Abbiamo già raccontato il quadro complessivo nel primo approfondimento del desk locale e abbiamo messo i numeri sul tavolo nel calcolo sui 2.800 tetti come alternativa alla centrale del Brennero. Qui ci concentriamo sul singolo progetto più grande in valutazione.

Cosa prevede il progetto

Secondo il fascicolo depositato sul portale nazionale delle Valutazioni Ambientali del Ministero, il progetto riguarda un impianto agrivoltaico avanzato con:

  • potenza in immissione di circa 59,84 MW, integrata con un sistema di accumulo da 9 MW;
  • una superficie lorda di circa 116 ettari di terreno agricolo nella piana di Asciano, tra via Sant'Elena e la zona del Lungomonte;
  • l'impianto ubicato nel Comune di San Giuliano Terme, con opere di connessione alla rete elettrica nei territori di San Giuliano Terme e Pisa.

Per dare la scala: una potenza di quasi 60 MW è circa sei volte la centrale Trina di via del Brennero che ha già diviso il comune. Non è un dettaglio marginale del dibattito locale: è, da solo, il progetto energetico più grande mai discusso sul territorio.

Agrivoltaico «avanzato»: cosa significa davvero

Il fascicolo qualifica l'impianto come agrivoltaico avanzato, ed è una distinzione che vale la pena capire.

Il fotovoltaico a terra classico occupa il suolo: i moduli sono installati a pochi centimetri da terra e l'attività agricola, di fatto, si interrompe. L'agrivoltaico, almeno nella definizione normativa, è una cosa diversa: i moduli sono sopraelevati e distanziati in modo che la coltivazione o l'allevamento proseguano sotto e tra le file di pannelli. L'agrivoltaico avanzato aggiunge requisiti più stringenti — quote minime da terra, sistemi di monitoraggio della produzione agricola, continuità reale dell'attività.

La differenza non è solo terminologica: cambia l'impatto sul suolo, sul paesaggio e sull'economia agricola locale. È anche il motivo per cui, su un progetto di questa dimensione, la domanda centrale che la valutazione d'impatto ambientale deve sciogliere è una sola: su 116 ettari, l'agricoltura prosegue davvero, oppure l'etichetta "agrivoltaico" copre un consumo di suolo di fatto?

La piana di Asciano e l'Acquedotto Mediceo

Il sito non è un'area marginale o già compromessa. La piana di Asciano è terreno agricolo della fascia pedemontana dei Monti Pisani, in un contesto paesaggistico segnato dall'Acquedotto Mediceo, l'infrastruttura storica che da secoli attraversa la piana. È esattamente il tipo di superficie su cui il dibattito nazionale — e quello locale — si fa più acceso: non un capannone dismesso, ma campi coltivati accanto a un bene paesaggistico riconosciuto.

A che punto è l'iter

Il progetto è in valutazione d'impatto ambientale (VIA) presso la Regione Toscana; il fascicolo è pubblico e consultabile sul portale VA del Ministero. La procedura prevede una fase di consultazione pubblica, durante la quale cittadini, associazioni ed enti possono depositare osservazioni formali. Allo stato attuale il progetto non è autorizzato: è in istruttoria.

Il margine di manovra del Comune, però, è limitato dal quadro normativo nazionale sulle cosiddette "aree idonee" introdotto dal Decreto Legislativo 199/2021. È lo stesso meccanismo che ha portato al rigetto dei ricorsi comunali sulla centrale del Brennero: dove la norma considera un'area idonea, l'amministrazione locale ha poco spazio per opporsi. La vicenda è arrivata anche in Senato, con un atto di sindacato ispettivo che chiede al Governo chiarimenti sui progetti della piana pisana.

Le posizioni sul territorio

Il Comune di San Giuliano Terme è contrario: il 22 aprile 2026 il Consiglio comunale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a intensificare le azioni amministrative e legali contro i progetti di Gello e Asciano, e l'amministrazione chiede da tempo una modifica delle norme nazionali per restituire ai Comuni potere decisionale sulle aree idonee.

Si è costituito anche un comitato di cittadini — la TAAM, Associazione per la Tutela della Piana di Asciano e dell'Acquedotto Mediceo — che contesta l'impatto cumulato dei progetti sulla piana. Dall'opposizione consiliare la posizione è sintetizzata nella formula «rinnovabili sì, ma guidate».

Il quadro d'insieme aiuta a leggere la tensione: nel comunicato istituzionale del giugno 2025 il Comune parlava di oltre 150 ettari complessivi interessati da proposte fotovoltaiche e agrivoltaiche tra Brennero, Asciano e via Dell'Alberaccio. Il progetto di Asciano è la quota più grande di quel totale.

La posizione di KiloWattChiaro

La nostra linea resta quella di sempre: le rinnovabili servono, e servono in fretta. La transizione energetica non si fa solo con i tetti, e l'agrivoltaico — quello vero, con reale doppio uso del suolo — può avere senso, soprattutto su terreni marginali o a bassa resa.

Ma un progetto da 116 ettari nella piana agricola, sommato a quanto già approvato, pone tre domande che la VIA deve affrontare seriamente, non come formalità:

  1. Continuità agricola reale. L'impianto è "agrivoltaico" sulla carta o anche nei fatti? Quale agricoltura prosegue, su quanta superficie, con quali rese?
  2. Impatto cumulato. Valutare Asciano da solo non basta: pesa il totale dei progetti sulla stessa piana, sullo stesso paesaggio, sulla stessa infrastruttura storica.
  3. Ricaduta locale del valore. Chi guadagna dall'energia prodotta? Il beneficio resta sul territorio o se ne va con l'operatore?

E ribadiamo il punto di metodo: prima di consumare suolo agricolo va saturato il potenziale dei tetti. Nel nostro calcolo sui 2.800 tetti abbiamo mostrato, con dati pubblici, che meno della metà dei tetti residenziali di San Giuliano Terme produrrebbe quanto la centrale del Brennero — senza occupare un metro quadro di campagna.

Verifica il tuo tetto

Il modo più concreto per partecipare al "tetti prima dei campi" è guardare al proprio caso. Il simulatore Solare Se Conviene usa la tua posizione, il tuo tetto reale e i tuoi consumi e calcola producibilità, autoconsumo e tempo di rientro per il 2026. È gratuito e non richiede registrazione per la prima stima.

Se sei un amministratore locale e vuoi una simulazione aggregata del potenziale rooftop del tuo comune, basata su dati pubblici, scrivici.

Fonti

Continua da qui